In sintesi
La sequenza corretta è sempre la stessa: prima il requisito funzionale del componente — temperatura, carico, ambiente chimico, contatto con il paziente o con l'alimento — poi il materiale che lo soddisfa, e solo alla fine il processo capace di dare forma a quel materiale. Invertire l'ordine è l'errore più comune e il più costoso.
Fra i metalli il campo è vasto: superleghe base nichel per il caldo, maraging e acciai da utensili per gli stampi, inossidabili per corrosione e igiene, titanio per il rapporto resistenza/peso e la biocompatibilità, alluminio per leggerezza e conducibilità, rame per il calore, cobalto-cromo per l'usura.
Nella ceramica tecnica la scelta passa per la distinzione fra ossidi — allumina, zirconia, mullite, cordierite — e non ossidi: carburo di silicio, nitruro di silicio, nitruro di alluminio, nitruro di boro, carburo di boro. Sono famiglie con comportamenti opposti su shock termico, conducibilità e tenacità.
Fra i polimeri la linea di separazione è la temperatura d'esercizio continua: sotto i 100 °C bastano le poliammidi, oltre i 200 °C servono PEEK, PEKK e polieterimmidi.